Nel 2017 l'investimento globale nell'Internet delle cose crescerà del 15%
Lunedì, 05 dicembre, 2016

everis ha presentato le conclusioni del suo rapporto "Tech giants, corporations and disruptive Start-ups: the truth of the IoT ecosystem". Lo studio è stato elaborato dopo aver analizzato più di 13.000 start-up specializzate nell'Internet delle cose (IoT, per il suo acronimo in inglese) in base ad everis NEXT, il più grande repository di start-up B2B-ICT a livello globale.

I dati indicano che, mentre l'investimento globale in IoT crescerà nel 2017 del 15% rispetto al 2016, il numero di operazioni di investimento si ridurrà di circa il 9%, dato che dimostra la maturità del settore. Attualmente, gli investitori scommettono su meno opzioni, ma destinano più risorse ad ognuna di esse, riconoscendo in questo modo il potenziale del mercato IoT.

Nel contesto attuale, gli investimenti si concentrano su start-up create prima del 2014, specialmente quelle lanciate intorno al 2011. Secondo il rapporto per le start-up create tra il 2012 e il 2014 esiste un'alta probabilità di andare incontro ad acquisizioni o ricevere investimenti di capitale a breve termine. Infatti, i dati del rapporto indicano che quelle start-up create nel 2013 consolideranno la loro attività in un futuro prossimo, influenzando su grande scala sia le aziende di qualsiasi settore sia i consumatori. Tutto ciò indica che è il momento migliore per iniziare ad investire in questo mercato, a causa delle opportunità derivanti da un ecosistema di business più diversificato e con minori rischi.

Il nuovo ecosistema IoT: start-up, tech giants e grandi aziende

Le start-up sono quindi le entità che meglio hanno adattato il loro funzionamento a questa ondata di innovazione, costruendo nuovi modelli di business e localizzando e sfruttando tutto il potenziale del settore. Tuttavia, come afferma il rapporto, la carenza di risorse materiali e finanziarie da parte delle start-up, e la mancanza di idee e di modelli di disruptive innovation da parte dei giganti tecnologici e delle grandi aziende, fa sì che la partnership tra i due sia ideale per migliorare la loro offerta ed aumentare la penetrazione nel mercato.

In questo modo, secondo l'analisi, le grandi aziende svolgono il ruolo di integratori tra i mercati emergenti e quelli tradizionali, investendo principalmente nell'acquisizione di prodotti consolidati, in linea con il loro modello di business, da incorporare alla loro offerta. D'altra parte, i giganti tecnologici intervengono nelle fasi iniziali ed accompagnano le start-up durante la fase di sviluppo del prodotto, assumendo il ruolo di "cacciatori di unicorni" all'interno dell'ecosistema imprenditoriale. Con questo tipo di operazioni, i giganti tecnologici investono in start-up nelle fasi iniziali al fine di ottenere un vantaggio competitivo sulle grandi aziende, fino al punto di poter penetrare molto forte nei mercati tradizionali come esempi di disruptive innovation capaci di rivoluzionare i modelli di business così come li abbiamo conosciuti finora.

Sebbene la grande differenza tra di loro sia il rischio che prendono, i risultati indicano che queste sinergie permettono di sviluppare prodotti e soluzioni consolidate con una maggiore proiezione nel settore IoT.

Gli Stati Uniti possiedono il maggior numero di start-up specializzate in IoT

Gli Stati Uniti sono in testa alla classifica per quanto riguarda il numero di start-up specializzate in IoT, con più di 4.000 aziende; l'Europa è al secondo posto, con più di 2.000 start-up. Allo stesso modo, gli Stati Uniti possiedono anche le maggiori opportunità di finanziamento per le aziende emergenti, dal momento che quelle situate all'interno del paese hanno ricevuto finora più di 26.000 milioni di dollari di investimenti. Invece, il finanziamento a livello europeo resta ancora molto indietro rispetto a quello americano. Se vuole continuare ad essere competitiva, l'Europa dovrebbe iniziare ad investire di più nel mercato IoT.

Usando le parole di Juantxo Guibelalde, socio responsabile dell'aerea IoT di everis: "stiamo assistendo al consolidamento del mercato IoT e alla rivoluzione tecnologica che influenzerà l'industria e i consumatori. I primi saranno i più innovativi, ma non necessariamente i più grandi. Finora, le start-up iniziano con un vantaggio, ma le grandi aziende e i giganti tecnologici non sono molto indietro. Entrambi possiedono la chiave per collegare queste innovazioni con processi, persone e dati".

Puoi scaricare il rapporto qui.